Mente, cervello, coscienza
In questo saggio l’autore obbedisce al principio dell’intuizione del sapere scientifico in neuroscienze. Esso è già scoperta dell’umano – oltre il suo divenire biologico – che si imbatte nelle verità profonde che guidano il giudizio morale. Nell’incontro tra l’unicità della mente e inconscio, il libero arbitrio non è ridotto a mero fenomeno ma è il prodotto di un’esperienza morale profonda, l’espressione più alta del soggetto chiamato a elaborare nuove forme di pensiero in interazione. In Appendice l’autore propone un viaggio nella neuroetica. All’interno di piste comuni alle scienze umane e sociali, l’invito a liberarsi dai pregiudizi propri delle singole discipline e rintracciare un’etica della relazione che spieghi perché l’uomo è ancora alla ricerca del Sé e ancora sia capace di scelte libere, mai opprimenti, che migliorano la qualità della propria vita.